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Guida alla coltivazione dei peperoncini

Guida rapida alla coltivazione dei peperoncini

di Antonio Germani 

peperoncini-su-pianta

La semina

Non tutte le varietà di peperoncino germinano alla stessa maniera.

Le varietà più facili da coltivare sono i Capsicum annuum (Cayenna il più facile, Pasilla Bajo un po' più difficile), seguono i baccatum (Hot Lemon) e per ultimi i Capsicum chinense (Buth jolokia, Dorset Naga, T.Scorpion Butch Taylor, Carolina reaper).

Pertanto ai principianti si sconsiglia di cimentarsi con i Capsicum chinense.

Considerando che un C. chinense impiega circa 5 mesi per far raccogliere i primi peperoncini si consiglia di effettuare la semina nel mese di febbraio in modo da avere il raccolto nel periodo più caldo dell'anno. Una maturazione delle bacche con tanto sole e caldo permetterà di avere elevati livelli di piccante.

La cosa più importante da curare è la temperatura nelle fasi di pre e post germinazione.

Per i C. annuum la temperatura per la germinazione può oscillare fra i 20 ed i 25 gradi centigradi, per i C. baccatum deve essere intorno ai 25 mentre, per i C. chinense deve essere fra i 25 ed i 30 gradi centigradi.

E' necessario che queste temperature vengano mantenute anche di notte. Quindi, in special modo con i chinense, è importante dotarsi di un riscaldatore con termostato da montare in un germinatoio. Una soluzione facile da realizzare è una scatola per armadi in plastica nella quale si monta un termostato ambiente del tipo per termosifoni ed una resistenza a filo isolato del tipo per terrari. La resistenza può essere sostituita da una o più lampadine ad incandescenza.

La germinazione può impiegare anche più di 2 settimane. Solitamente, però, se le temperature sono corrette,  germinano entro i primi 10 giorni.

Risolto il problema della temperatura restano solo dei piccoli accorgimenti per avere successo:

  • usare terriccio per semina macinato molto fino, vergine (mai usato)

  • usare vassoi alveolati o vasetti perfettamente puliti e disinfettati

  • mantenere l’umidità del terriccio costante, senza mai farlo seccare e senza mai inzupparlo troppo

  • spruzzare con prodotti rameici il terriccio con i semi al momento della semina e nelle successive annaffiature, almeno fino alla germinazione.

  • non interrare troppo o troppo poco i semi: coprirli con circa 3 – 4 mm. di terriccio setacciato fino.

  • Il terreno di crescita finale deve avere un PH con valori intorno a 6.5, mai sopra a 7.

Dopo la germinazione attendere almeno la formazione delle prime foglie vere, cioè la seconda coppia di foglie, per fare un primo trapianto e, abbassando gradualmente la temperatura, spegnere il riscaldamento.

Fare attenzione alle gelate o ai ritorni di freddo.

Le piantine potranno andare in pieno campo o all'esterno dal mese di maggio in poi.

NB: Alcuni semi di peperoncini, in particolar modo quelli della varietà C. chinense, se non interrati a profondità sufficiente, hanno la tendenza a rimanere intrappolati nel guscio del seme. Se non si aiuta il germoglio a liberarsi dal guscio la piantina è destinata a soccombere. Trascorsi 6-7 giorni, se la giovane piantina non è riuscita ancora a liberarsi da sola, procedere in questa maniera:  vaporizzare acqua tiepida sulla piantina, attendere 5 minuti e, DELICATAMENTE, con una pinzetta schiacciare il seme stringendolo fra i bordi estremi. Dopo 3 o 4 giorni, se ancora fatica ad uscire, con delle forbicine ricurve tagliare metà del bordo (la parte più estrema della circonferenza del guscio), aprire il seme e toglierlo dalla piantina.

 

PIANTINE ACQUISTATE E SPEDITE VIA CORRIERE

 

Se le piantine acquistate sono state spedite con corriere, la prima cosa da fare al ricevimento è non perdere tempo, aprire il pacco e estrarre tutte le piantine.

Quello che NON si deve fare è esporle subito ai raggi diretti del sole per tutta la giornata! Le piante provengono da una coltivazione in serra con un tasso di umidità più elevato di quello esterno; uno sbalzo termico e di umidità potrebbe provocare un disseccamento delle foglie.

Se sono arrivate nel vasetto, controllare semplicemente se hanno bisogno di acqua: tastare il terreno in superficie, se non lo si sente umido, annaffiare. Se sono arrivate senza vasetto (con il pane di terra a nudo) allora piantarle subito in un vasetto di poco più grande del pane di terra e annaffiarle.

In entrambi i casi, adesso, le piantine si dovranno acclimatare. L'operazione è semplice ma un po' lunga. Porre le piantine in piena luce ma non ai raggi diretti del sole. Se le temperature notturne scendono ancora sotto i 13-15 °C, devono essere poste in ambiente riparato (casa o serra).

Il secondo giorno esporle ai raggi diretti del sole per un'ora. Il giorno successivo un po' di più e via di seguito. Dopo una settimana potranno restare sempre al sole.

Quando saranno ben acclimatate metterle a dimora in pieno campo o in un bel vaso grande.

Se si è costretti a metterle subito in campo (senza farle acclimatare) si deve avere l'accortezza di ombreggiare con apposito telo o rete. In alternativa, irrigare abbondantemente il terreno nei primi giorni in modo che l'acqua, evaporando, innalzi un po' l'umidità. Per facilitare l’acclimatazione, spruzzare sulle foglie delle giovani piantine del pinolene (Vaporgard) o dell'olio minerale bianco; questo diminuirà lievemente l'evapo-traspirazione della pianta. Come alternativa, può risultare efficace un trattamento fogliare schermante a base di Caolino.

 

LA CRESCITA

 

Per la crescita le piantine avranno bisogno di tanta luce.

Se sono state sistemate in vaso bisognerà curare anche la concimazione; un buon concime per pomodori, meglio se liquido, andrà benissimo.

Quando le piante si saranno sviluppate a sufficienza inizieranno a fiorire. Durante le prime settimane di fioritura è normale che i fiori cadano senza produrre frutti. Trascorse le prime settimane se le piante continuano a fiorire ma non producono frutti probabilmente nel terreno c'è una carenza di magnesio.

Inoltre, per allegare e quindi produrre frutti, i fiori hanno bisogno di essere impollinati. La particolare conformazione dei fiori permette l'autoimpollinazione ma la presenza di insetti impollinatori migliora di molto l'allegagione. Temperature superiori a 30 gradi o inferiori a 22 alterano la qualità/quantità del polline per cui, oltre questi limiti i fiori difficilmente allegheranno.

Un altro nemico dell'allegagione è lo squilibrio idrico; piante che vengono portate all'estremo bisogno di acqua con foglie afflosciate non produrranno frutti.

 

Per maggiori dettagli su come coltivare, ibridare e far crescere nelle migliori condizioni le piante di peperoncino è in vendita il libro "Il meraviglioso mondo dei peperoncini piccanti".

copertina il meraviglioso mondo prima pagina

Buon raccolto!

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