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La meteorologia nell'agricoltura

Le previsioni meteo accurate nel tempo hanno avuto un enorme effetto innovativo sulla gestione agricola.

In questa sezione si cercherà di fornire dei cenni riassuntivi sull'uso della meterologia applicata all'agricoltura, in particolar modo si farà riferimento a come la meterologia può aiutare l'agricoltore nella lotta alle più comuni patologie.

 

Peronospora

E' la patologia più conosciuta e che ha bisogno di maggiori controlli sull'andamento del clima per poter essere prevenuta. Definita da molti la più grave malattia fungina della vite, la peronospora arreca danni molto ingenti alla pianta. Colpisce tutte le parti verdi della vite con problemi maggiori sul grappolo. La sintomatologia si manifesta con le tipiche macchie di olio sulla pagine superiore della foglia mentre sulla pagine inferiore compare una “muffa” biancastra sinonimo dell’avanzare della malattia.

Quello che desta maggiore preoccupazione sono i grappoli che dopo essere stati attaccati con identica sintomatologia delle foglie, si ripiegano ad “S” specialmente nelle prime fasi di accrescimento.

Dopo avere svernato nel terreno, il microrganismo (fungo) della peronospora si riattiva quando le condizioni di temperatura e umidità sono consone allo sviluppo. Questo si può concretizzare con la regola dei “tre dieci” ovvero quando il germoglio è circa 10 cm di lunghezza, sono almeno 10 mm di pioggia nell’arco delle 24/48 ore e quando la temperatura non scende al di sotto di 10 gradi.

Occorrerà intervenire con il trattamento di copertura prima della pioggia o entro 5 giorni dalla pioggia infettante.

Per approfondire potete leggere questo articolo.

Oidio

L'oidio è la seconda patologia che affligge la vite e, in alcune annate, può creare diversi problemi ai viticoltori con risvolti quali-quantitativi che non si possono sottovalutare.Condizioni climatiche ideali per lo sviluppo dell'oidio sono temperature comprese tra i 20 e i 25 gradi con tassi di umidità compresi tra il 60 e il 70%. Importante sottolineare come temperature sotto i 6 gradi e sopra i 30 ne inibiscano lo sviluppo.
Al contrario della peronospora l'oidio non necessità di piogge e di film di acqua sulle foglie per svilupparsi, anche se comunque un alternarsi di piogge e sole favorisce l'oidio.

Mosca dell'olivo

 La mosca dell'olivo o Bactrocera oleae è l'insetto più temuto dagli olivicoltori delle Marche ed in particolar modo da quelli con impianti litoranei.

Lo svolgimento del ciclo della mosca è strettamente legato alle condizioni ambientali, in particolare l'andamento climatico e le caratteristiche delle olive. La conoscenza di questi parametri, congiuntamente al monitoraggio della popolazione, è necessaria per attuare efficaci programmi di lotta.

Il clima influenza il ciclo soprattutto con la temperatura e in misura minore con l'umidità.

La temperatura ha un ruolo importante anche sulla vitalità e sui ritmi di riproduzione. Temperature superiori ai 30 °C provocano il riassorbimento dei follicoli ovarici riducendo la fecondità delle femmine: una femmina depone in media 2-4 uova al giorno in piena estate e 10-20 uova in autunno. Temperature persistenti sopra i 32 °C per diverse ore al giorno provocano anche mortalità superiori all'80% delle uova e delle larve di I età.

Le basse temperature hanno invece un'importanza decisamente limitata in quanto la vitalità è compromessa dalle temperature inferiori ai 0 °C. Date le condizioni climatiche ordinarie nell'areale di vegetazione dell'olivo si deduce che le basse temperature interferiscono sulla dinamica di popolazione solo nelle zone più settentrionali dell'areale dell'olivo e in inverni particolarmente rigidi.

In generale si può dire che sono ottimali le temperature comprese fra i 20 °C e i 30 °C sia per le ovideposizioni sia per lo sviluppo larvale, unitamente ad un decorso climatico umido.

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